Galleria Carla Sozzani, Gisele Freund(10 gennaio 2008)
 In mostra ritratti di André Malraux, James Joyce, Walter Benjamin, Virginia Woolf, André Gide, Tristan Tzara, T. S. Eliot, Jean Cocteau, Henri Matisse, Simone de Beauvoir, Marguerite Duras e molti altri ancora.
Galleria Carla Sozzani GISELE FREUND a cura di Elisabeth Perolini e Grazia Neri inaugurazione sabato 12 gennaio 2008 dalle ore 15.00 alle ore 20.00 in mostra dal 13 gennaio al 24 febbraio 2008 martedì - venerdì - sabato - domenica ore 10.30 alle 19.30 mercoledì - giovedì ore 10.30 alle 21.00 lunedì ore 15.30 alle 19.30
GISELE FREUND La mostra ripercorre per oltre mezzo secolo- dagli anni ’20 al ’90- la vita professionale di questa grande fotografa. Le immagini esprimono l’incredibile percezione visiva di Gisèle Freund, influenzata da diversi incontri, milieu e culture, ed ispirata dalle luci e i colori dei vari paesi in cui ha vissuto e viaggiato.
Le fotografie esposte rivelano la sensibilità del suo obiettivo, capace di proporre con intelligenza atmosfere, eventi e personaggi del tempo. Il ritratto è l’ambito in cui questa artista si esprime al meglio. Nei suoi ritratti la fotografia diventa un mezzo per catturare la personalità dei soggetti raccontando la loro sfera più intima, le storie, i gesti e i luoghi. La Freund, con stile inconfondibile, utilizza il mezzo fotografico per restituire un momento particolare e rappresentativo di ognuno dei grandi personaggi da lei incontrati. L’insieme delle fotografie e dei libri originali in mostra offre una visione globale dell’opera di Gisèle Freund e del periodo storico che ha attraversato, tra i più stimolanti e fertili del ventesimo secolo. Catalogo: Silvana Editoriale Testi di: Cristian Caujolle, Grazia Neri, Paola Riccardi.
BIOGRAFIA 1908, Gisèle Freund nasce a Berlino da una famiglia dell’alta borghesia ebreo-tedesca. 1923, in occasione del quindicesimo compleanno il padre le regala una macchina fotografica di medio formato, una Voigtländer 6x9, con la quale scatterà le sue prime fotografie. Per la laurea riceverà in dono, sempre dall’amatissimo padre, la sua prima Leica. 1932 – 1933, compie studi di sociologia all’Università di Friburgo e successivamente presso l’Institut for Sozialforschung (Istituto per gli Studi Sociali) di Francoforte, scuola in cui si è formata l’intera generazione di intellettuali e filosofi che ha preso il nome di “Scuola di Francoforte”. In questo contesto partecipa alla lotta contro il nazionalsocialismo e documenta le manifestazioni studentesche ed operaie contro la politica del regime nazista. 1933, per evitare l’arresto, fugge da Francoforte e si stabilisce a Parigi, dove inizia a lavorare come fotografa. 1935, in occasione della ripubblicazione del libro La condition humaine, scatta alcuni ritratti ad André Malraux, divenuti celebri. Nello stesso anno entra in contatto con Adrienne Monnier (proprietaria della libreria parigina La Maison des Amis des Livres) e l’amica Silvia Beach, della libreria Shakespeare and Co. Grazie a loro ha modo di incontrare e fotografare scrittori ed intellettuali tra cui James Joyce, Paul Valéry, André Gide, Louis Aragon, Roman Rolland nonché gli artisti Jean Cocteau, Henri Michaux, Tristan Tzara e il filosofo Walter Benjamin, suo amico già dai tempi di Francoforte. 1936, discute a La Sorbonne la tesi di dottorato dal titolo La Photographie en France au XIXème siècle, pubblicata da Adrienne Monnier. 1938, scatta le sue prime fotografie a colori. 1939, in occasione dell’uscita del libro Finnegans Wake la rivista Time pubblica un suo ritratto di James Joyce. 1940, prima dell’entrata delle truppe tedesche nella città, lascia Parigi e si rifugia in un paesino della regione del Lot, nel sud della Francia. Al precipitare della già difficile situazione degli ebrei, Gisèle Freund, su invito di Victoria Ocampo, si stabilisce in Argentina dove vivrà fino alla fine della guerra. Negli anni dell’esilio e al termine della guerra incontra e fotografa, tra gli altri, Evita e il generale Perón, Diego Rivera e Frida Kahlo, David Alfaro Siqueiros, José Clemente Orozco. 1942, tra i numerosi viaggi in America Latina, ne compie uno particolarmente avventuroso: la Freund è infatti l’unica donna nella spedizione, in Patagonia. 1946, fonda con altri intellettuali rifugiati il Comitato di Solidarietà per gli scrittori francesi. In questi anni entra a far parte per un breve periodo dell’agenzia MAGNUM. 1950, la rivista Life pubblica un suo reportage su Evita Perón, che suscita un certo imbarazzo ed un piccolo incidente diplomatico con il governo argentino. Gisèle si stabilisce in Messico per due anni. 1952, torna definitivamente a Parigi. 1965, pubblica il suo primo libro fotografico: James Joyce in Paris. His final years. 1968, le viene dedicata la prima mostra antologica al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris. 1970, pubblica il libro autobiografico Le Monde et ma Caméra (pubblicato in Italia da La Tartaruga con il titolo Il Mondo e il mio obiettivo). 1974, esce in Francia il saggio Photographie et societé, in parte una rielaborazione della sua tesi di laurea del ’36 che verrà pubblicato in Italia da Einaudi con il titolo Fotografia e Società. 1977, esce il secondo libro autobiografico: Mémoires de l’œil, inedito in Italia. 1980, il Ministero della Cultura francese le assegna il Premio Nazionale delle Arti nell’ambito della fotografia. 1981, realizza il ritratto ufficiale del presidente François Mitterand. 1982, viene insignita della Legione d’onore. 1991, grande retrospettiva al Centre Georges Pompidou a Parigi che celebra il suo talento attraverso mezzo secolo di pratica della fotografia. 2000, muore a Parigi a 91 anni.
MOSTRE Numerose le sue mostre personali. Ricordiamo qui le tre più importanti: Gisèle Freund. Un viaje fotográfico a través del retrato, CCCB, Barcellona, 2002; Gisèle Freund, Centre Pompidou, Paris, 1991. Gisèle Freund, Musée d'art Moderne de Paris, 1968. Gisele Freund è rappresentata in esclusiva in Italia da Grazia Neri Galleria Carla Sozzoni Corso Como 10 20154 Milano Tel. +39 02 65 35 31 Fax: +39 02 29 00 40 80 Sito internet: www.galleriacarlasozzani.org
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