La fiera del contemporaneo a Basilea(25 giugno 2007)Dopo Venezia e prima di Kassel eccoci all'altro appuntamento clou dell'estate dell'arte, la grande fiera di Basel, dedicata al contemporaneo. Subito aperta la caccia ai biglietti prewiew che ormai sono retrodatati all'11 giugno per Art Unlimited (l'apertura per i comuni mortali è il giorno 13...)Tre sono le fasce orarie d'ingresso per il giorno 12, dalla prima al mattino alle 11 con gli inviti ai super collezionisti e due nel pomeriggio, per chi si accontenta, Ma poi, una volta entrati,ci si trova nel perfetto meccanismo marketing oiriented di una visita alla più bella ed importante fiera dell'anno. Subito si nota che ci sono stati dei cambiamenti di posti, che le gallerie più famose interessate al moderno sono scivolate più indietro rispetto alle posizioni che hanno occupato negli ultimi anni. Thomas di Monaco o Acquavella di New York sono più defilate rispetto al ring centrale, mentre Minini, De Carlo o Perrotin,tanti per fare altri nomi, occupano posizioni più rilevanti e vicine ai corridoi di passaggio. Già all'una poi, dopo appena 2 ore di apertura, moltissime sono le opere vendute o opzionate a dei prezzi perfettamente allineati al rialzo secondo le indicazioni di valore data dalle grandi case d'asta. John Baldessari o Philippe Parreno, Condo o Sugimoto, tanto per citare i primi che vengono in mente, costano una tombola ormai. Non che Fontana o Louise Bourgeois valgano meno o altri siano scesi di valore: tutto è al bello stabile nel barometro delle quotazionie quello che se mai stupisce è l'entità della cifra richiesta, bellezza e qualità a parte. D'accordo per Bacon, Picasso, Freud e Warhol ma sono i giovani ad essere tutti una conferma, con qualche misteriosa assenza..(sono troppo richiesti i Peter Doig?) Persino opere vendute non più di un mese fa alle aste di Londra passano di mano al doppio della cifra pagata! Che sia arrivato un vento di follia generale? Non è possibile però che questa concentrazionie di collezionisti e musei si comporti in modo così compulsivo negli acquisti...la ragione va cercata fra passione e investimento con il contemporaneo che diventa il campo della sfida. La sera del terzo giorno, a cena con uno di questi grandi collezionisti,persona colta e sensibile, vero conoscitore d'arte non solo contemporanea, consideriamo come l'arte sia sempre costata cara e come la frande arte Italiana, da più di duecento anni, abbia perso la centralità a discapito di Parigi, Londra e New York. Fontana e de Chirico sono dei grandi artisti,ma sono meno cari di de Kooning o di Warhol, di Matisse o Picasso, Se si pensa poi che le opere più belle di tutti questi artisti sono in America da più di un secolo non ci rimane che considerare il domani. Con nuovi capitali e nuovi mercati avanzano Russi e Cinesi e con loro altri gusti altrettanto definiti e sofisticati dei nostri. Tutto cambia sempre più velocemente e sorridendo consideriamo che siamo diventati periferia quasi senza accorgercene. I prezzi aumentano e se proprio non si riesce a farne una ragione consoliamoci con le magnifiche mostre cge questa piccola meravigliosa città di Basilea riesce a proporre, da Jasper johns al Kunstumeum, da Munch alla Bayeler,alla Kunsthalle al Gegenwartz allo Schaulager.
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