LifestyleNascono i Locali della Decrescita Felice(18 maggio 2009)Niente plastica, risparmio energetico, raccolta differenziata, frutta e verdura di stagione, prodotti a filiera corta. Sono le regole-base per essere inseriti tra i “Locali della Decrescita Felice”: agriturismi, trattorie, bed & breakfast a impatto zero, come il Crotin 1897 di Maretto (Asti), primo “locale decrescente” d’Italia. «Per incrementare la diffusione di stili di vita fondati sulla riduzione degli sprechi, dei rifiuti e dell’impronta ecologica, sull’uso intelligente delle risorse, sulla sobrietà e sullo sviluppo delle nuove tecnologie che accrescono l’efficienza energetica - spiega il Mdf - abbiamo ritenuto opportuno costituire un elenco nazionale, suddiviso per regioni e province, di agriturismi, b&b, trattorie, osterie e ristoranti della Decrescita». Per essere inseriti in questo elenco, che verrà pubblicato in una prima fase sul sito (www.decrescitafelice.it) e, successivamente, in un libro delle edizioni Mdf, è necessario rispettare alcune caratteristiche fondamentali: non utilizzare stoviglie usa e getta di materiale non riciclabile; effettuare la raccolta differenziata di almeno carta, plastica e vetro; impegnarsi a ridurre i propri consumi di energia; utilizzare frutta e ortaggi di stagione; impiegare prodotti a filiera corta, indicando la loro provenienza; rifornirsi per quanto possibile da piccoli produttori locali I locali con questi requisiti, su segnalazione del Mdf, otterranno una vetrofania da applicare all’ingresso, con il logo dell’Ape della Decrescita. Oltre i 10 requisiti “virtuosi”, l’ape (trasparente) della vetrofania sarà sostituita da un logo argentato, o dorato se il locale dimostrerà di rispettare almeno 15 requisiti ecologici. «In questo modo - aggiunge Pallante - ai locali inseriti nell’elenco si offre un piccolo stimolo a migliorare di anno in anno». Per salire nella speciale graduatoria ecologica, il locale dovrà segnalare i prodotti che coltiva e produce in proprio, utilizzare prodotti biologici, proporre ricette tradizionali del territorio, fornire di regola un incarto per riportare a casa cibo e vino avanzati dai commensali, effettuare il compostaggio dell’organico, non utilizza bottiglie di plastica e serve acqua dell’acquedotto filtrata, conferire a organizzazioni caritative e mense pubbliche i cibi non utilizzati in prossimità di scadenza (last minute market), utilizzare detersivi biologici, non imporre la presenza di un televisore nella sala da pranzo, includere nel menù piatti vegani e utilizzare saponi a ricarica biologici e asciugamani non usa e getta. I locali a cui viene riconosciuta la possibilità di applicare la nostra vetrofania sono invitati a effettuare uno sconto, o a fare un dono, ai soci del Movimento per la Decrescita Felice. «Tutti i soci Mdf - spiega Pallante - sono invitati a contattare i locali di loro conoscenza che ritengono disponibili a osservare, o che osservano già, almeno sette di questi punti, per verificare con i gestori la possibilità di realizzare questa iniziativa». Successivamente, proposte analoghe potranno essere effettuate nei confronti di altri tipi di esercizi, quali: erboristerie, botteghe del commercio equosolidale, produttori di “moda durevole” in tessuti naturali fatti di fibre coltivate biologicamente, negozi di prodotti biologici, centri benessere, yoga e naturalistici. I circoli territoriali Mdf, dopo aver aggiunto la vetrofania al locale, provvederanno a trasmettere alla segreteria del movimento la scheda compilata, sempre via mail. Verrà quindi tenuto un registro nazionale dei locali, che sarà pubblicato periodicamente sul sito. Ogni socio di Mdf potrà, una volta recatosi in un locale della decrescita, chiedere la verifica dei criteri rispettati e, nel caso ravvisi delle palesi incongruenze, potrà richiedere al proprio circolo territoriale un ulteriore controllo. «La nostra classificazione, quindi - precisa Pallante -non si affianca alle graduatorie finalizzate alla valutazione della qualità della cucina e dei vini, perché ce ne sono già molte e lo fanno sicuramente meglio di quanto non lo faremmo noi: la nostra è una classificazione di qualità ambientale», l’unica finora proposta in Italia. «Siccome la sensibilità nei confronti di questo tema sta crescendo, contiamo con questa nostra iniziativa di offrire un supporto sia a chi offre, sia a chi cerca ospitalità e ristorazione in locali che rispondono al suo stile di vita e in cui emerge chiaramente il senso della buona ospitalità».
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