Una visione non consueta dell’Africa: lasciatevi stupire dalla scoperta della cultura classica greca e romana sulle coste della Libia. Un territorio fertile che si affaccia sul mare e che lentamente si perde nella vastità altrettanto sconfinata del deserto sahariano dell’entroterra.
SPECIALE DICEMBRE
Partenze il 23.12.07 e il 30.12.07 per un Natale o un Capodanno avvolti dal mite inverno del mediterraneo nordafricano
CHECK IN: LA GRECIA AFRICANA
Itinerario: Italia, Tripoli, Bengasi, Tolemaide, Qasr Libya, Apollonia, Cirene, Tripoli, Sabratha, Leptis Magna, Tripoli, Italia.
Durata: 7 giorni – 6 notti
Partenze individuali: ogni sabato da Milano con volo ALITALIA.
Partenze garantite in gruppo: minimo 6 persone.
Quote: a partire da 1.535 Euro a persona in camera doppia.
La quota comprende: volo aereo ALITALIA A/R da Roma a Tripoli; volo interno BURAQ A/R da Tripoli a Bengasi; pasti e pernottamenti come da programma; trasferimenti in minubus; visite guidate e ingressi come da programma; accompagnatore parlante italiano durante tutta la permanenza; guida in lingua italiana per le visite ai siti archeologici; trasferimenti da e per gli aeroporti.
La quota non comprende: mance ed extra; tasse aeroportuali; assicurazione e visto; supplemento volo da Milano Euro 50; tutto quanto non compreso nella voce “La quota comprende”.
In questo tour African Explorer vi accompagna alla scoperta delle regioni orientali della Libia: i greci sbarcarono sulle coste africane molto prima dei romani lasciando numerose tracce architettoniche di straordinaria bellezza, ma soprattutto apportando la ricchezza della loro raffinata cultura e sconfinata conoscenza. Dopo la conquista romana di Cartagine, la Libia nord occidentale entra a far parte dell’Impero Romano e diventa provincia con il nome di Tripolitania, quasi contemporaneamente alla Cirenaica annessa in modo pacifico. Oggi la maggior parte della popolazione discende dalla fusione degli arabi con le tribù berbere preesistenti, ma permangono ancora numerosi gruppi di nomadi del deserto come i Tuareg, che vivono nelle oasi interne, e i Tebu, che si muovono lungo le oasi del sud.
Fondata da esuli provenienti dall’isola di Thera, l’odierna Santorini, Cirene sorse quasi sette secoli prima di Cristo. La colonizzazione greca modella la storia di questa città facendone un polo commerciale che mette in comunicazione Oriente e Occidente. E mentre gli atleti originari di questi territori trionfano alle Olimpiadi, sorgono importanti scuole di matematica, filosofia e astronomia. Posta sotto la protezione del dio Apollo, Cirene prende il nome da una fonte celata nei boschi di mirto dalla quale la leggenda narra sgorgasse acqua dolce di origine divina. Qui si sono incontrate e contaminate la cultura greca e quella romana: il Ginnasio, l’Agorà, il Santuario di Apollo, teatri e templi straordinari. Per otto secoli gli uomini hanno sepolto i propri morti in una necropoli scavata lungo le pareti della montagna che arriva fino al mare, oggi cimitero rupestre che riveste grande importanza scientifica per studi antropologici e archeologici.
Si narra che la città di Berenice, l’odierna Bengasi, ospitasse i giardini delle Esperidi, le ninfe figlie dell’Oceano e della Notte che custodivano l’agrumeto dai frutti dorati, dono di nozze per Zeus ed Era.
Il paesaggio si presenta dolce ed aspro allo stesso tempo, con rilievi a gradoni che si alzano da una costa rocciosa: il jebel al-Akhdar, la Montagna Verde, è una delle regioni più fertili del nord dell’Africa, le cui pianure sono interrotte da canyon tanto impressionanti quanto improvvisi.
Tolemaide, centro archeologico di grande fascino, nasce come porto dell’antica città di Brace. Stretta nella piana tra il mare e il jebel al-Akhadar, qui si trova la più bella villa nobiliare cirenaica: il Palazzo delle Colonne oltre alle stupefacenti cisterne scavate sotto l’antico Ginnasio che assicuravano alla città la riserva d’acqua necessaria all’intera popolazione. Nei suoi pressi, a Qasr Libya, adagiate sulle verdi colline che la circondano, sorgono le rovine di due basiliche bizantine. Una porzione di pavimento, ritrovato nel 1957 e conservato nel museo adiacente, è composta di circa 50 pannelli di bellissimi mosaici policromi del VI secolo, tra i quali il più ammirato rappresenta il Faro di Alessandria, una delle Sette Meraviglie del Mondo Antico.
Apollonia (l’odierna Susa), per secoli è stata il porto di Cirene. Qui fu costruito, digradante verso il mare, uno dei più spettacolari teatri dell’antichità ellenistica restaurato in epoca romana. Agli inizi del I secolo a.C. la città viene fortificata con una possente cinta muraria, e in seguito i bizantini eressero tre basiliche che oggi si presentano come foreste di colonne di marmo sullo sfondo suggestivo del Mediterraneo.
Al confine con la Tunisia troviamo Sabratha, insediamento commerciale fenicio, un approdo inizialmente di scarsa importanza che si trasforma in punto di incontro tra le rotte terrestri delle carovane che dall’Africa Nera attraversavano il deserto, e le navi provenienti dal nord del Mediterraneo. Numerosi mosaici risalenti alla dominazione bizantina sono inglobati tra i resti romani del Tempio Antoniano, delle Terme, della Basilica Cristiana del Foro e della Basilica Cristiana Giustinanea. Ma il monumento più imponente e famoso di Sabratha è il Teatro Romano: la sezione meglio conservata è la scena, restaurata e ricomposta con i frammenti originali.
Diversa è la storia di Tripoli. Fondata anch’essa dai fenici che la chiamarono Oea, passò al dominio dei cirenaici, dei cartaginesi e infine dei romani. Capitale della nazione moderna, al limitare del deserto, è una metropoli araba ma si differenzia notevolmente dal caos che regna al Cairo o a Marrakesh. Giardini, caffè, mercati, moschee e testimonianze storiche di vie e palazzi dal nome italiano, dal punto di vista urbanistico si presenta divisa in tre: la città vecchia, la cosiddetta Medina, anticamente circondata da mura su un promontorio verso il mare; la città coloniale italiana a ridosso della prima; la grande città moderna costruita dopo l’indipendenza e che si è sviluppata in tempi recenti, anche dal punto di vista turistico.
Il nostro viaggio non può che concludersi a Leptis Magna: sicuramente il sito archeologico più esteso e affascinante della Libia e anche il meglio conservato di tutto il Mediterraneo. Luogo natale di Settimo Severo, questi divenuto imperatore di Roma volle trasformarla in una città sontuosa ed elegante. Sono giunti fino a noi i resti di numerosi edifici pubblici: un Arco Trionfale, la Via Colonnata, il Porto, i Templi del Foro, il Teatro, il Mercato e le grandiose Terme Adrianee. Sommersa dalla sabbia portata dal fiume Lebdan a causa di un errore di costruzione del porto, riscoperta dai francesi che estrassero colonne e pietre per costruire la reggia di Versailles, è stata scavata da una spedizione italiana a partire dagli anni Trenta, e grazie ad un lavoro sistematico e scientificamente ineccepibile è stato possibile portare alla luce quella che gli arabi definirono la “Città delle ombre bianche”.
Sullo sfondo delle straordinarie sfumature blu turchesi del Mediterraneo, tutto il fascino e la complessità della civiltà antica greca e romana giunge fino a noi, ricordandoci quali siano le radici comuni delle nazioni che si affacciano su questo mare che per secoli è stato il cuore pulsante culturale e commerciale della civiltà occidentale.